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Progetto - 20/06/2018

La pratica del rifiuto agricolo dei fanghi di depurazione: dall'origine in impianto al recupero finale | Studio realizzato dall'Università di Pavia

Questo studio, commissionato da Confindustria Pavia al Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università di Pavia, illustra, in modo esauriente e chiaro, lo stato dell’arte delle conoscenze scientifiche relative al riutilizzo agricolo dei biosolidi di depurazione, più comunemente noti come fanghi di recupero.

Da tempo questo tema è oggetto di legittime preoccupazioni da parte della cittadinanza. Tuttavia, il dibattito che ne è scaturito, sui social ma anche sui media tradizionali, è fortemente viziato da informazioni sommarie e non verificate, quando non da vere e proprie fake news. Con questo lavoro, la nostra Associazione ha voluto dare ascolto e rispondere alle tante domande che ruotano intorno a un argomento di assoluta attualità, in modo scientificamente rigoroso e autorevole. Abbiamo voluto dare la parola agli esperti. Nel libro “La conoscenza e i suoi nemici”, Tim Nichols sostiene che nella società contemporanea sarebbe in corso “un processo di aggressiva sostituzione delle opinioni degli esperti o dei saperi consolidati, con la convinzione che, qualsiasi sia la materia, tutte le opinioni siano altrettanto valide”. Secondo Nichols, saremmo nell’”era della incompetenza”, che comporterebbe addirittura “rischi per la democrazia”. E’ un rischio che va assolutamente evitato. Gli imprenditori sono perfettamente consci che ogni decisione richieda di essere presa con una profonda ed attenta analisi, per la quale scienza e competenza sono insostituibili. Ringrazio allora l’Università di Pavia, che ha accettato di dare un proprio contributo di studio su un tema così controverso e di tale impatto sul territorio pavese.

Lanciando il manifesto “La responsabilità sociale per l’Industria 4.0”, Confindustria ha fatto suoi gli obiettivi di sviluppo sostenibile indicato dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Per Confindustria Pavia, l’ambiente è una priorità e, al tempo stesso, una direzione di sviluppo.

L’economia circolare è un asset innovativo della nostra industria. Le sue tante attività meritano di essere promosse e anche comunicate nel modo più chiaro possibile. Come emerge dal piano industriale di area “Pavia 2020 - Le filiere industriali del territorio”, la Provincia di Pavia vanta un’importante serie di eccellenze nazionali che operano nella green economy. Tra queste, emergono le imprese impegnate nel recupero dei biosolidi da depurazione, che operano in questo settore da oltre trent’anni e che fanno della nostra provincia la più importante a livello nazionale in questo settore.

Nella ricerca sono stati analizzati molti studi scientifici riguardanti l’impatto ambientale di questa pratica agronomica. I risultati sono rassicuranti, escludono impatti ambientali negativi ed evidenziano anzi il contributo virtuoso che viene apportato alla fertilità dei terreni. Nel ricostruire la filiera di trattamento delle sostanze di depurazione, finalizzata al loro recupero in agricoltura, dalla produzione allo spandimento finale sul terreno, emerge che il nostro ecosistema sta approntando gli strumenti più innovativi e la massima trasparenza nel fornire una risposta di alta sostenibilità ambientale.

Bisogna però fare ancora molta strada, definendo un percorso per migliorare ulteriormente le cose. Lo studio indica le direzioni da intraprendere. Sulla base di questi risultati, a partire dunque da analisi e dati scientificamente accurati, auspichiamo si possa aprire un confronto aperto con le istituzioni, le associazioni ambientaliste e la cittadinanza, al fine di compiere le scelte più adeguate e, al tempo stesso, promuovere un messaggio forte di sostenibilità ambientale.

 

Nicola de Cardenas

Presidente Confindustria Pavia